Il suicidio degli alleati

La sconfitta del centrodestra alle recenti amministrative è l’effetto congiunto di un calo di consensi del Popolo della libertà – più o meno equivalente, in percentuale, a quello subìto alle politiche – e di una ben più marcata riduzione di consensi, talora vicina alla dissoluzione, delle altre sigle che in un modo o nell’altro hanno avuto in passato o mantengono tuttora un rapporto di alleanza con il partito “personale” di Silvio Berlusconi. Il gruppo dirigente del Pdl, qualunque sia l’aggregato cui dare questo nome, deve dunque preoccuparsi anche di questo secondo, e non marginale, aspetto.
12 GIU 13
Ultimo aggiornamento: 23:48 | 18 AGO 20
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La sconfitta del centrodestra alle recenti amministrative è l’effetto congiunto di un calo di consensi del Popolo della libertà – più o meno equivalente, in percentuale, a quello subìto alle politiche – e di una ben più marcata riduzione di consensi, talora vicina alla dissoluzione, delle altre sigle che in un modo o nell’altro hanno avuto in passato o mantengono tuttora un rapporto di alleanza con il partito “personale” di Silvio Berlusconi. Il gruppo dirigente del Pdl, qualunque sia l’aggregato cui dare questo nome, deve dunque preoccuparsi anche di questo secondo, e non marginale, aspetto: l’annichilimento della componente elettorale proveniente da Alleanza nazionale (che non è la stessa cosa del suicidio politico di Gianfranco Fini) e la forte compressione (per l’ex sindaco di Treviso Gentilini “la fine di un’èra”) della Lega alle prese con un ricambio al vertice che non riesce ad attecchire.
Infine, la riduzione dell’Udc a un ruolo caudatario nell’ambito di una declinante formazione centrista, per non parlare delle confuse vicende siciliane delle sigle “sudiste” di centrodestra. Chi aspira a esercitare una funzione di guida e baricentro nell’ambito di un sistema di alleanze trae forza o debolezza, oltre che dalla sua consistenza elettorale, dallo stato di salute dei suoi alleati potenziali. I leader dei partiti che hanno pensato di fondare le loro speranze sul disfacimento del Pdl “personalista”, dovrebbero riflettere: i fatti hanno mostrato una realtà esattamente opposta. Anche il Pdl, però, ha motivi di riflettere, e rendersi conto che nessuno può aspirare a coalizzarsi con un partito che tende ad annullare i suoi alleati.